la vetrina della pasticceria è scintillante e gira nei colori entro e bevo i profumi nell' attesa di fare lo scontrino alla cassa.
I see the cities of the earth and make myself at random a part of them, I am a real Parisian, I am a habitan of Vienna, St. Petersburg, Berlin, Constantinople, I am of Adelaide, Sidney, Melbourne, I am of London, Manchester, Bristol, Edinburgh, Limerick, I am of Madrid, Cadiz, Barcelona, Oporto, Lyons, Brussels, Berne, Frankfort, Stuttgart, Turin, Florence, I belong in Moscow, Cracow, Warsaw, or northward in Christiana or Stockholm, or in Siberian Irkutsk, or in some street in Iceland, I descend upon all those cities, and rise from them again
mi alzo dalla sedia afferrando lo spazio con le mani hai pagato il conto e passeggi nervosa sul marciapiede la scimmietta danza di fianco alla fisarmonica nella sua livrea lisa aspiro vorace l' aria intorno e aspetto che la tua voce riempa gli argini attendo con un mezzo sorriso la tua rabbia verso le bancarelle e la loro merce puttana apri la bocca scoprendo i denti sento il tuo diaframma vibrare mi giro veloce e ti bacio mordendoti il labbro inferiore.
chi mi vuole bene - una ristrettissimissima cerchia di misteriosi sopravvissuti, capaci di grande rassegnazione - prova, con sistematicità affettuosa, a lanciarmi secchiate di acqua gelata, a sottopormi a scosse elettirche e ceffoni, a ricordarmi che "devo darmi una svegliata e imparare ad accettare la vita per la merda che è ora, come a tutti tocca fare". C'è il neurone Tico Palabra che, confinato in un carcere di massima sicurezza, grida nel vuoto la sua adesione alla lotta. Tutte le altre cellule se ne fottono. il loro silenzio sovrasta ogni rumore. Morte cerebrale. Dicono che a questo punto si possono asportare gli organi.
viennoise croque monsieur preferisco il salato sigaretta, posso fumare allungo schiena e gambe lungo la thonet tu fissi un punto lontano alzo la testa verso l' alto, rovescio la prospettiva paghi naaah, non ho voglia di alzarmi.
Pause. Fiato. Quattro mani sul pianoforte; tu, solo tasti bianchi, io solo tasti neri. Le dita si accavallano, bisticciano, insistono. Arrossate per la corsa a perdifiato nel gelo. Screpolate, per tutte le volte che non hanno esitato. Dita minute interrogano dorsi di libri, tagliano l'aria della città nota. La tua ombra guida i miei piedi nella folla, sono duttile tra i tacchi che incedono con marce disordinate. Tu odori di perdizione, sfido tutti i patapìm patapàm da sopra la tua spalla. Scoiattolo.
Leggendo Deglutendo Sigaretta Bere coca C'è il sole fuori
Il vento sta picchiando la neve contro la roccia Stomaco verde che si ribalta Il rifiuto porterebbe ad indossare agevoli vestiti taglia quattordici anni Non hai neanche fatto caso alla bellezza di esser state vista come persona sola Faccio le barchette e gli aereoplanini con la carta di giornale Oggi scivolo io e guardo la mano schiacciarsi sotto la serranda che si abbassa
Il cielo è azzurro terso. Mi parli del tempo. Come puoi avere dimenticato completamente chi sono?
Tengo l'argine. La terra si sgretola, argillosa, con un suono arcaico, quasi suadente. Guitto. Sorrido, come fosse uno scudo. Una leonessa, difendo creature mai nate. Riproduco così all'infinito la coscienza dell'annullamento. Una paura selvaggia, che domina come in un'era preistorica. In questo scampolo di illusione, naufrago su una zattera di vibrante follia.
Sta per succedere. Ho annusato l'aria per mesi, ho dipinto di nero i vetri delle finestre, ho messo un panorama finto davanti alla porta, con l'illusione che l'orizzonte non potesse sferrare il suo colpo mortale. Ma ora, dita sottili sfilano le vene da sotto la pelle. Le interiora si fondono in un unico magma liquido, che scivola lungo le cosce. Sarà quella mano. E la voce, nella quale non esisto più. Chiedo perdono. Per la mia insufficienza. Per questo cimitero infinito. Per essere stata sconfitta. Per la cantilena sciocca di una condivisione incompiuta. Perché non so spiegare. Perché non muovo il mio corpo maledettamente pesante. E non avrei voluto sporcare. Invece, rovescerò umori su questo pavimento, incontinente. Ospitata in uno spazio troppo ampio, mentre parlo nascondendo le labbra con le mani, un segreto, un sussurro. Non mi importa. Ma non è giusto. E forse, mi importa. Sotto i piedi. Nudi. Sotto la vita. Puttana.
di notte non ci sono ombre o è l'ombra che domina su tutto?
Rimango a fissare i tuoi anfibi. Anfibio anch'io, mentre parli attraverso la schiuma sfrigolante nella vasca. Non ho fame. Mangio con rabbia, aggredisco il cibo come una furia ferita. Ti arrabbi. Lo so che hai ragione. Lo so... Ti chiedo di uscire a fare una passeggiata. Voglio intirizzire di freddo, guardando i cani che giocano, annusano, così acritici e semplici. Indossa il tuo nuovo acquisto, mi piace quando ti osservi compiaciuta. Sorrido. Un movimento oceanico. Non lasciare che la pioggia ti porti via.
gioca con un batuffolo di polvere rimbomba ancora di silicio infranto sente i passi pesanti e quelli lievi lungo l' androne ora andiamo a casa a riempire la vasca da bagno profumo nell' acqua e schiuma che vola alcool e vapori la musica a palla così avrai altro a cui pensare i vicini che battono sul muro guarda: ieri ho comperato gli anfibi nuovi
Corro veloce le scale il corridoio non finisce più corro porta spalanco senza invito senza bussare sei dentro che osservi il tavolo, le braccia inerti e pesanti. non lo sopporto con una manata spazzo i bicchieri e la bottiglia cristalli e vetro e liquido ho legato i cani ad una balaustra per correre da te più veloce vieni
Mi hai mentito. Sono giorni che raccolgo negli angoli gomitoli di trascuratezza. Sono tornata nella mia vecchia casa, quella che mi ricorda che avevo un nome e come suonava. Ho deciso di annientare. Non la purificazione della fiamma, qualcosa di più rabbioso e spregevole, lasciare i resti della non memoria. Detriti inquinanti. Vorrei che non mi avessi incontrata ora, anche se so che non potrebbe esistere altro momento. Vorrei sfilarti, come una maglia, gettarti nell'acido e guardare. Ma non posso. Perché non c'è sopra né fuori. Deflagrazione. Il timpano rotto è la diga che chiude il mio petto. So che stai aspettando, fingendo di non cercarmi al di là della finestra vetro cattedrale. Non mi chiederai niente, ma vedrò sul tavolo due bicchieri. Qualcuno si è seduto al posto mio, durante la mia assenza. Ma la bottiglia l'hai scelta. Ora.
dormi? si, dormi. sei così bella quando fingi così di dormire. che voglia di fumare.
sono sempre spettacolarmente zen. in realtà il ginocchio e i gomiti sono ormai pezzi di marmo e le dita sotto la nuca non hanno sangue in circolo da eoni.
dannazione, emma, la mia maglietta di Birdy.
lampadario. ha delle ragnatele, sottili, invisibili. significa che la casa è sana, asciutta. ho le mani sotto la nuca, la gamba destra piegata, la pianta del piede appoggia alla coscia sinistra. fisso il soffitto e sento il respiro regolare, le pagine della rivista che frusciano. voglio rimanere così fino a domattina. no, eh? ti appoggi all' incavo dell' ascella, spenta la luce, occhiali poggiati sul comodino.
Urlo, dentro un sacchetto di plastica. Vomito il sentimento. Ho gli occhi riarsi e notti di assedio. Indosso una vecchia maglietta nera, in verde la foto della locandina di Birdy. Dopo tanti lavaggi, ancora ricordo la chitarra e il primo grande buio. Tu sei ammiccante tra le nostre lenzuola. Non mi chiedo più niente. Mi accarezzi come non avessi una forma. Regalami una notte di seta.
Hai rotto una delle casse. Da ieri, cantiamo. il tuo fiato a fumetti nella sera invernale sceglierà il nuovo disco. Da oggi, balliamo. Lascio che sia solo la pelle a fare da avamposto nel tempo. La tua zazzera profuma dei volti che ti vogliono rapire, delle unghie affilate da neonato, che hanno inciso la nostra porta. Ma non ci sono barriere. Ascolto e non chiedo. Da oggi, giochiamo.
The wounds on your hands never seem to heal I thought all I needed was to believe
Here am I, a lifetime away from you The blood of Christ, or the beat of my heart My love wears forbidden colours My life believes
Senseless years thunder by Millions are willing to give their lives for you Does nothing live on?
Learning to cope with feelings aroused in me My hands in the soil, buried inside of myself My love wears forbidden colours My life believes in you once again
I'll go walking in circles While doubting the very ground beneath me Trying to show unquestioning faith in everything Here am I, a lifetime away from you The blood of Christ, or a change of heart
My love wears forbidden colours My life believes My love wears forbidden colours My life believes in you once again
i cassetti albicocca scivolano silenziosi sulle guide le posate sferragliano sciocche prendo un mestolo di legno e vado alla pugna ululando vieni qui fellone che osi far piangere la mia principessa combatti se ne hai il coraggio cuor di leone salta sul letto cigolante di molle batte la testa contro il lampadario attimo di gelo per l' onore infranto ridendo mi fai scendere dal letto ormai sfatto la pasta è pronta da scolare montagne di burro fuso decorato di salvia
Una fisarmonica. Scorre sopra un fiume "vietata balneazione". Piego lo strofinaccio con i grandi limoni. Gesti meticolosi. Ad ogni risvolto, lacrimo la tua lontananza. Poso sui vetri riquadrati di blu lo sguardo che non vede. Il letto è stato rifatto. Sì, ricordo, questa mattina. Cerco in dispensa il cibo che non ti faccia male. Apparecchio, solo per te. Con dolcissima rabbia, sul tuo sorriso che impolvera ogni oggetto qui dentro. Mani impudiche tirano il tuo vestito autunnale. Presentano, giullari alla tua corte troppo generosa. Disarmante. Siamo bugiardi. Mentiamo con arte, dicendo il vero. Dita che implorano e non si stringono intorno alla gemma più rara. Appassita. E ancora spazio, per quello che non è. Perché non ammettere? Ripongo su scaffali ciliegia la mia attesa.
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