La amavo. Accarezzavo i suoi seni, lì, dove, leggermente divaricati, la facevano sentire in imbarazzo; accarezzavo in mezzo alle sue cosce una morbidezza che sembrava interminabile; ascoltavo i suoi racconti, il suo dire di noi, quella sua pelle ancora così giovane. Le chiedevo di disegnare sul mio corpo, di insinuarsi in ogni mia insenatura. Era la donna della mia vita.
E, poi, come è finita?
Le ho chiesto come cucinava il cous cous.
Non l'ho più vista.
Ettore [ed] Andromaca [si] Respira[no]