Fa' una magia, apri le dita a ventaglio, regalami una pietra di fiume. Fa' una magia, illusione di istante, quel momento in cui crediamo di avere svolgimento, un fraseggiare sublime e senza titolo. Fa' una magia, nascondi l'infinito nel perimetro di lenzuola, prima tese, poi arruffate, spoglia l'infinito e offrilo in dono a labbbra grondanti. Toglimi la parola, perché ne inventi ancora, per questa esplosione di cuore e per tutto il lento volteggiare di nebbie su acque immobili. Fa' una magia, porta le mie suole su sanpietrini infantili, vieni a molare i ricordi, mentre ti dico mi dici parliamo di una vita che non entra, non qui, si ferma sulla soglia, al limite di un poi impronuciabile.
Fa' una magia, scompari.
immagino, veloce, mi colpisci con corde e mi agganci con uncini - io capisco, io so, io sento, io bevo, io , io, io, tu, tu, tu, tu
noi
non si sta spegnendo nulla
non lascio spegnere nulla
se vorrai posare le dita sull' interruttore sarà tua scelta
rispettabile, odiabile, piangente, tutto
ma non aspettare me per incolparmene. non puoi. perché io ti amo, e tu non puoi farmi questo.
semplicemente.
La battaglia si sposta sul privilegio di portare i cani a fare la passeggiata mattutina.
Decido di perdere con estremo disonore, affondando la faccia nel cuscino.
Ti preparerò una sontuosa colazione attendendo il tuo ritorno.
Caffè riscaldato, brioches mulino bianco.
Mi compri le sigarette già che sei in giro?
Salto, io salto
Mancano poche ore ma il sonno non arriva:
sigarette, libri, cibo, un caffè riscaldato.
Salto, io salto
Ti prendo le mani mentre inizi a toccare il soffitto:
risate, sudore, scintille, solletico all' improvviso.
Amore.
Era sonno pesante, che uccideva gli occhi semichiusi ad osservarti
era gambe scomposte ed abbandonate, una mano a segnare lo zigomo
era rantolare che si diffondeva con la cantilena
avevi promesso la salvezza
sapevi avresti mantenuto
riemergo impastata e mi avvio istupidita al lavandino
bevo acqua dal rubinetto con le gambe ben impiantate
mi giro e mi solletichi con una foglia nera ed oblunga
droga che sostituisce veleno che ha mangiato le mie vene per anni
verso l' acqua nella tua bocca direttamente dalla mia
e sbircio se ci sono biscotti da tracimare.
i cassetti albicocca scivolano silenziosi sulle guide
le posate sferragliano sciocche
prendo un mestolo di legno e vado alla pugna ululando
vieni qui fellone che osi far piangere la mia principessa
combatti se ne hai il coraggio
cuor di leone salta sul letto cigolante di molle
batte la testa contro il lampadario
attimo di gelo per l' onore infranto
ridendo mi fai scendere dal letto ormai sfatto
la pasta è pronta da scolare
montagne di burro fuso decorato di salvia
Apro un occhio.
Apro l' altro.
Non respiro per controllare il tuo.
Si, dormi.
Posso alzarmi per camminare nel buio dell' appartamento.