l'intenzione c'è
crema di glicerina ad ammorbidire le mani
scoprire, passeggiando, che il pensiero è a fotogrammi, il montaggio perfetto della tenerezza
ma
essere totalmente incapace
un rallenty così dilatato da cancellare l'atto
non era così
dopo tanto tempo passato a coprire le finestre con carta di giornale, fisso nella minestra che ha smesso di fumare il riflesso con occhi a fagiolo di una spiegazione che non so dare
una proposta di me
sbuccio i pensieri come arachidi senza frutto, ai miei piedi, quasi segatura, cadono le bucce frantumate, anima pitecantropa. mi delude il contatto dei corpi, grondante di sudore o atropico come lastra ollare. mangio i miei pensieri in metamorfosi limitrofa, immaginando di potere candeggiare in nero. nell'occhio il punteruolo vivido di un'immagine, sfogliata senza voglia da campionario luxury collection, negazione- ecco mano tesa a fare schermo - del greto dei fiumi di provincia.
il silenzio non è assenza di suoni
e quando tocco un ritorno, lo anniento
è perso di nuovo
Con grazia plateale apre il frigo e ci ficca la testa dentro a vedere cosa possa darle sostentamento.
Con malagrazia il cane si piazza tra lei e i ripiani illuminati dalla luce a controllare che non ci sia qualcosa che
inavvertitamente
si possa mangiare.
Insalata di carote.
Mangiamo un chilogrammo di insalata di carote, è deciso.
Il cane la guarda disgustato e va a tirare fuori da sotto il divano la scorta di emergenza di pringler's al formaggio.
Che diamine, anche la depressione ha una sua dignità.