Ettore [ed] Andromaca [si] Respira[no]

 







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*loading* ospiti a pranzo
 

l'intenzione c'è
crema di glicerina ad ammorbidire le mani
scoprire, passeggiando, che il pensiero è a fotogrammi, il montaggio perfetto della tenerezza

ma
essere totalmente incapace
un rallenty così dilatato da cancellare l'atto

non era così
dopo tanto tempo passato a coprire le finestre con carta di giornale, fisso nella minestra che ha smesso di fumare il riflesso con occhi a fagiolo di una spiegazione che non so dare
una proposta di me

 

sbuccio i pensieri come arachidi senza frutto, ai miei piedi, quasi segatura, cadono le bucce frantumate, anima pitecantropa. mi delude il contatto dei corpi, grondante di sudore o atropico come lastra ollare. mangio i miei pensieri in metamorfosi limitrofa, immaginando di potere candeggiare in nero. nell'occhio il punteruolo vivido di un'immagine, sfogliata senza voglia da campionario luxury collection, negazione- ecco mano tesa a fare schermo - del greto dei fiumi di provincia.

il silenzio non è assenza di suoni

e quando tocco un ritorno, lo anniento
è perso di nuovo

 

Con grazia plateale apre il frigo e ci ficca la testa dentro a vedere cosa possa darle sostentamento.
Con malagrazia il cane si piazza tra lei e i ripiani illuminati dalla luce a controllare che non ci sia qualcosa che

inavvertitamente

si possa mangiare.

Insalata di carote.
Mangiamo un chilogrammo di insalata di carote, è deciso.

Il cane la guarda disgustato e va a tirare fuori da sotto il divano la scorta di emergenza di pringler's al formaggio.

Che diamine, anche la depressione ha una sua dignità.

 

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