continuo a osservare la tua impronta nel letto, ci ritorno sopra come a rubare una conferma ancora della tua presenza
credo
dovrei spalancare le finestre e lasciare la luce scrosciare
forse
fare ordine perimetrale, raccogliere da terra gli oggetti che, mescolandosi tra loro, mutano, muti
forse
candeggiare il lutto bianco e stenderlo sui filari delle mie paure
non in ordine alfabetico, offrendoli vittime della tua mano rapace, dorsi scalfiti da occhi che chiedono se questa volta la narrativa sarà migliore
ora
è casa
Ettore [ed] Andromaca [si] Respira[no]