Ettore [ed] Andromaca [si] Respira[no]

 







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*loading* ospiti a pranzo
 

E' tutto immobile. Un deserto in pietra grigia, senza fessure, non c'è aria. Dicono che occorra un anno per elaborare un lutto, inteso, credo, anche come trauma o quanto possa essere affine. Io credo, invece, che nel tempo stratifichi anche il dolore, si mimetizzi, così che, non vedendo le lacrime, si possa cantare una finta vittoria.

Ogni parola che ho detto ti ha spinto più lontano. Ora grido in distanze siderali. Grido. Il suono che si espande è meno di un'impercettibile increspatura dell'aria. Le parole escono dalla mia bocca e scompaiono storpie o arrivano alla tua per morire di mancata inspirazione.

Vado da un analista. Mi guarda e dice che non voglio la cura. I nostri sono scontri, ancora un rapporto da definire.
E nemmeno la delusione riesce a minare,a mutare, a toccare questo sentimento dilagante e puro.

Ho mani inabili, ma soprattutto un rifiuto selvatico, divincolarsi di arti e muscoli. Non riesco a riporre questa materia organica molecolare sotto formalina e sistemarla accanto agli altri cilindri di vetro, in cui calleggiano deformi parti vitali.

Un fusto senza radici e senza rami, sospeso. A volte investito da una nuvola di vapore acqueo, smiluazione, esperimento di vita.

Esiste l'assenza.

Mi sei mancata, come mi manchi. Anche se esco sempre meno e incontrati è soprattutto desiderio.
Non c'è nulla di nuovo.

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emma, sorpresa
 

Vieni a ballare, Emma mia, vieni a ballare
ti ho portato un regalo
un inverno muto
una macchina soffice
leguleie parole
è tuo, voglio che tu sorrida mentre lo istruisco
si infilerà nelle tue lenzuola
e morderà piano la tua pelle
chiuderò la porta della camera
e sparerò in aria decibel
per accompagnare i vostri movimenti
ti lascio in cucina alcoolici refrigerati e cibo spazzatura
e argomenti di cui parlare
voglio che tu viva, Emma, voglio che tu fiorisca di nuovo
voglio che tu non mi dica più mi stanno succhiando
esigo che tu con gli occhi socchiusi mi sussurri
ho affondato i denti nel loro collo.

 

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rael, sorpresa
 

Parole che si rincorrono
chiedere consiglio
questo
no, questo
la mia Regina di Maggio
dovrà avere rose cubiste e nimphee impressionanti.

 

 

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rael, sorpresa
 

Se telefonando io
potessi mostrarti i girasoli
e i glicini che dipingono di viola l' asfalto

Se telefonando io
potessi farti assaggiare frappè alla meringa
e panini croccanti coperti di brie che si sfalda

Se telefonando io
potessi dirti scendi dal treno
e raccogli cicoria e papaveri e margherite giganti

Se telefonando io
potessi dirti ancora
ti chiamerei

Se io potessi vederti
se fossi certa
che sei felice saprei dirti
ancora
ma non so spiegarti che
il nostro amore appena nato
non può finire

 

 

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rael, sorpresa
 

che bello, che bello, pacchetto!!!
in carta di giornale, brava, così ne approfitto e mi metto in pari con le notizie del giorno.
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emma, sorpresa